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Il Senato ha approvato il 15 novembre 2023 una nuova legge che regola la professione di guida turistica in Italia. Per la prima volta nel paese esiste una normativa nazionale che definisce chi può esercitare questa professione, quali requisiti deve avere, come deve comportarsi e quali sanzioni rischiano i non abilitati.
Non è semplicemente qualcuno che accompagna i turisti. È un professionista che illustra e spiega il significato del patrimonio storico, culturale, artistico, religioso e archeologico italiano durante visite guidate. Il suo ruolo è educativo: far conoscere le tradizioni locali, la fragilità del patrimonio e l'importanza di rispettarlo. Deve inoltre garantire accesso anche a persone con disabilità.
Chi vuole esercitare questa professione deve:
Superare un esame di abilitazione indetto almeno una volta all'anno dal Ministero del turismo. L'esame comprende una prova scritta, una orale e una pratica su: storia dell'arte, geografia, storia, archeologia, diritto del turismo, accessibilità e inclusività. È richiesta la conoscenza di almeno due lingue straniere (una a livello C1, l'altra a B2), più l'italiano a livello C1 per cittadini stranieri. Possedere una laurea triennale o magistrale. Avere compiuto 18 anni, cittadinanza italiana o europea (con eccezioni regolate). Non avere condanne penali per reati gravi. Possedere un'assicurazione di responsabilità civile professionale.
Le guide già abilitate prima della legge possono iscriversi direttamente al nuovo registro nazionale senza nuovo esame.
Presso il Ministero del turismo sarà creato un elenco nazionale pubblico online di tutte le guide turistiche autorizzate. Chi vi si iscrive riceve un tesserino di riconoscimento con foto, numero e codice identificativo da esibire sempre durante il lavoro. Questo consente di esercitare la professione in tutto il territorio italiano.
La legge riconosce ufficialmente e protegge questa professione. Le guide hanno diritto all'ingresso gratuito nei siti culturali dove lavorano, utile per lo studio e l'aggiornamento. Possono acquisire specializzazioni tematiche (ad esempio turismo religioso, accessibile) e territoriali (specifici per regioni). Devono però seguire corsi di aggiornamento almeno ogni tre anni per mantenere competenze attuali.
I compensi devono essere proporzionati alla durata e contenuto della prestazione, e i clienti hanno diritto a informazioni trasparenti sui costi. La legge proibisce a intermediari (agenzie, tour operator, piattaforme digitali) di usare guide non iscritte al registro.
La legge vieta a chiunque di svolgere attività da guida turistica senza iscrizione. Chi non ha i requisiti non può indossare tessere o simboli da guida. Le agenzie di viaggio sono obbligate a indicare il numero di registrazione della guida che impiega.
Negli istituti culturali pubblici o privati aperti al pubblico, nessuno può impedire a una guida registrata di entrare e lavorare. È una protezione importante contro discriminazioni.
Chi esercita illegalmente come guida rischia una multa da 3.000 a 12.000 euro. Le agenzie che assumono guide non registrate rischiano 5.000 a 15.000 euro. Chi non espone il tesserino o non fornisce informazioni trasparenti sui prezzi paga 500 a 1.500 euro.
Accesso alla professione: I requisiti sono severamente selettivi. La laurea è obbligatoria, escludendo chi ha percorsi formativi alternativi ma competente. Le certificazioni linguistiche costano denaro e tempo, potenzialmente creando barriere per candidati con meno risorse.
Costi e oneri: Mentre la legge stanzia 600.000 euro per gli esami nel 2024, gli individui devono pagare le certificazioni linguistiche, l'esame stesso e l'assicurazione. Non è chiaro come sarà strutturata la riscossione nei dettagli. Questo potrebbe limitare l'accesso a chi non può permettersi questi costi.
Implementazione: Tutto deve essere definito con decreti attuativi entro 30 giorni. Il rischio è che la legge non trovi applicazione pratica rapida o che le regioni creino ostacoli.
Eccezioni poco chiare: La norma consente "aperture straordinarie" di siti senza guide registrate. Questa porta potrebbe essere sfruttata per aggirare le regole, anche se richiede autorizzazione ministeriale.
Impatto su lavoratori autonomi: La professione diventa più regolamentata e costosa. Chi attualmente lavora in modo informale avrà difficoltà a conformarsi, rischiando esclusione dal mercato legale.
La legge mira a elevare la qualità delle visite guidate. Garantisce che chi accompagna i turisti conosca realmente la materia e possa educare, non solo intrattenere. Protegge i siti culturali da sfruttamento e accesso incontrollato. L'obbligo di aggiornamento continuo mantiene le competenze fresche e aggiornate.
L'accento su accessibilità e inclusività significa che anche persone con disabilità potranno usufruire di visite guidate di qualità. Questo è importante per l'inclusione sociale e per il diritto alla cultura.
La legge enfatizza la trasmissione di identità territoriale, tradizioni e patrimonio locale. Le specializzazioni territoriali permetteranno a guide di sviluppare expertise profonda su specifiche aree, valorizzando le singolarità di ogni territorio. Tuttavia, la centralizzazione nazionale potrebbe homologare approcci, rischiando di perdere originalità locali se non ben gestita.
Questa legge rappresenta un salto di qualità per la professione di guida turistica in Italia. Crea ordine laddove c'era frammentazione, protegge sia i professionisti che i visitatori e i siti culturali. Tuttavia, il prezzo è una regolamentazione rigorosa che potrebbe creare barriere all'ingresso e escludere talenti con percorsi non convenzionali. Il successo dipenderà da come saranno scritti i decreti attuativi e da quanto le regioni supporteranno l'implementazione.