Questo testo è stato generato da un'intelligenza artificiale e non è stato verificato da una persona. Potrebbero essere presenti imprecisioni o errori, ti invitiamo a utilizzare il pulsante "Lascia un feedback" per segnalare eventuali problemi.
Un disegno di legge approvato dal Senato il 21 febbraio 2024 che vuole riconoscere ufficialmente il ruolo degli agricoltori come "custodi dell'ambiente e del territorio". La norma è nata da un'iniziativa bipartisan di 22 senatori ed è stata modificata dalla Camera dei deputati.
La figura dell'agricoltore custode
La legge definisce chi può essere considerato un "agricoltore custode": imprenditori agricoli singoli, associati o cooperative che si dedicano ad attività come la manutenzione del territorio, la pulizia dei boschi, la difesa idrogeologica del suolo, la conservazione della biodiversità e delle razze animali locali, la prevenzione dell'abbandono agricolo. Non si tratta di una nuova categoria legale, ma di un riconoscimento del valore ambientale di chi fa agricoltura sostenibile.
Benefici e incentivi regionali
Le regioni e le province autonome (Trento e Bolzano) potranno riconoscere premi agli agricoltori custodi iscritti in un apposito elenco, compresi sconti sui tributi. Le pubbliche amministrazioni dovranno privilegiarli nei contratti pubblici quando il servizio richiesto corrisponde alle loro attività. Tuttavia, la legge rimette tutto alle amministrazioni locali e ai loro budget: non prevede finanziamenti diretti dello Stato.
La Giornata nazionale dell'agricoltura
Viene istituita la seconda domenica di novembre come Giornata nazionale dell'agricoltura per valorizzare il ruolo del settore. Non è festa civile (quindi non comporta effetti come la chiusura dei negozi), ma uno strumento per promuovere iniziative: scuole potranno organizzare attività didattiche, comuni e enti pubblici manifestazioni pubbliche, la Rai dedicherà spazi nei programmi televisivi.
Il premio "De agri cultura"
La legge istituisce un premio al merito per agricoltori che si distinguono per qualità dei prodotti, innovazione tecnologica o coltivazione integrata rispettosa dell'ecosistema. Stanziamento: 20.000 euro annui dal 2024, finanziati da una riduzione del fondo speciale del Ministero dell'economia.
La norma riconosce esplicitamente il valore ambientale dell'agricoltura, non solo quella intensiva. Sottolinea il legame tra chi coltiva e la tutela del paesaggio, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la conservazione della biodiversità. È un messaggio culturale importante in un'epoca di abbandono delle aree rurali. Consente alle regioni di premiare chi fa scelte sostenibili. L'istituzione della Giornata nazionale può sensibilizzare cittadini e scuole sul ruolo cruciale dell'agricoltura.
Pochi soldi e molti rinvii: la legge ha un costo quasi nullo per lo Stato (solo 20.000 euro per il premio). I veri incentivi dipendono dalle risorse regionali, che molti enti già affermano di non avere. Nel testo si legge che gli adempimenti vanno fatti "nell'ambito delle risorse disponibili": una formula che in Italia spesso significa rinvii infiniti.
Elenco autocertificativo: il documento non specifica come funzionerà praticamente l'iscrizione nell'elenco degli agricoltori custodi né chi verificherà effettivamente che svolgono queste attività. Rischia di diventare un elenco "facile" o di difficile accesso a seconda di come verrà regolamentato dalle regioni.
Preferenza nei contratti pubblici, non obbligo: le pubbliche amministrazioni "possono" dare preferenza agli agricoltori custodi, ma non devono farlo. La forza reale della misura dipende dalla volontà politica locale.
Giornata nazionale senza effetti civili: importante per la consapevolezza, ma non crea giorni festivi né istituisce vacanze scolastiche. È prevalentemente una misura simbolica.
Manca una definizione di "sostenibilità": la legge non specifica standard precisi per giudicare se un'attività sia davvero sostenibile o se protegga realmente l'ecosistema. Questo potrebbe portare a interpretazioni molto diverse da regione a regione.
Per le aree rurali e montane, il riconoscimento della funzione ambientale dell'agricoltura potrebbe incentivare il mantenimento delle attività e contrastare l'abbandono. Chi già fa agricoltura sostenibile avrà una "certificazione morale" ufficiale. Tuttavia, senza risorse concrete, il valore reale rimane prevalentemente simbolico.
I piccoli agricoltori potrebbero trovarsi a svantaggio se le regioni non hanno fondi per i premi oppure se l'iscrizione nell'elenco diventa complicata. Chi fa agricoltura intensiva non vedrà alcun cambiamento.
Per il consumatore e la società civile, la Giornata nazionale e le iniziative scolastiche possono aumentare la consapevolezza sui legami fra agricoltura, territorio e ambiente. È una battaglia culturale di lungo termine.